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Lotte nella sanità tra Milano e Torino

sr_1Nov_4bigAncora repressione contro i lavoratori del S. Raffaele. Venerdì la polizia ha nuovamente caricato dentro l’ospedale, dove la lotta era partita il lunedì precedente, all’arrivo delle prime lettere di licenziamento, per eliminare gli esuberi.
Una follia.
Giovedì 18 un lavoratore è stato obbligato a fare un turno doppio per coprire il buco lasciato da un altro lavoratore appena licenziato, perché in esubero.
Venerdì mattina c’è stata un’assemblea dei lavoratori che hanno deciso di fare un corteo interno e bloccare, come già avvenuto lunedì, l’accettazione. Secondo alcune fonti i danni inflitti all’azienda per il mancato pagamento dei ticket ammonta ormai ad un milione di euro.
La polizia ha tentato di bloccare i lavoratori per difendere gli interessi dei padroni. Nella carica è stata travolta una lavoratrice, che è finita al pronto soccorso. Numerosi altri compagni e compagne sono stati ammaccati ma hanno preferito non andare al pronto.
Nonostante le cariche i lavoratori sono riusciti a sfondare lo sbarramento e a bloccare l’accettazione. Anche venerdì visite ed esami sono stati fatti regolarmente. Però nessuno ha pagato.
La solidarietà intorno alla lotta del San Raffaele sta crescendo di giorno in giorno.
Lunedì 22 i lavoratori faranno un’altra assemblea senza chiedere permesso e si annunciano nuovi blocchi.
Sabato 8 maggio i sindacati di base ed autogestionari hanno proclamato lo sciopero nella sanità in sostegno alla lotta dei lavoratori del S. Raffaele e contro le politiche del governo regionale.
Ascolta la testimonianza di Giulio, un lavoratore dell’USI sanità del S. Raffaele

A Torino lo sciopero regionale si è svolto il 18 aprile. Indetto sia dai confederali sia da parte del sindacalismo di base, aveva scopi e piattaforme diversi. Anche il corteo che è partito da Porta Susa, si è diviso lungo il percorso. Mentre CGIL, CISL e UIL hanno raggiunto direttamente il palazzo della Regione in Piazza Castello, il corteo animato da un ampio cartello di settori politici e sociali è passato dal comune, per manifestare contro i tagli e i licenziamenti nel settore dell’assistenza attuati dalla giunta Fassino, prima di convergere in piazza Castello, dove stava terminando la manifestazione di CGIL, CISL e UIL.
Il piano della giunta Cota per coprire i buchi di bilancio si tradurrà in una svendita degli ospedali, che, una volta privatizzati, dovranno essere affittati dalla Regione stessa. Un regalo alle banche, un ulteriore colpo alla tutela della salute di noi tutti.
Questi provvedimenti hanno portato in piazza circa ventimila lavoratori, tra sanità, assistenza, trasporti, pensionati ed altre categorie.
Una risposta importante alle scelte del governo regionale guidato dal leghista Cota. Peccato che ragioni squisitamente politiche abbiano fatto calare il silenzio verso le scelte analoghe fatte dall’ammnistrazione guidata dal democratico Piero Fassino.
Solo l’iniziativa del cartello sindacale e politico di base è riuscita ad allargare il fronte, proseguendo in un percorso di lotta, che nei mesi scorsi era riuscito ad estendere la propria influenza  anche tra lavoratori e lavoratrici ancora legati al carrozzone dei confederali.

Anarres ha chiesto un resoconto e una valutazione della giornata a Stefano della CUB.
Ascolta l’intervista

Posted in Inform/Azioni, lavoro, repressione/solidarietà, torino.