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02 – Sabato 2 febbraio. Punto info antirazzista

2209429042_774a450da2_oSabato 2 febbraio
ore 10/13
punto info antirazzista
corso Vercelli angolo via Elvo

Guerra ai poveri. Aumentano gas, luce, tram, diminuiscono i salari
Resistenza e autogestione

La crisi morde forte nelle nostre periferie. Nei quartieri dove arrivare a fine mese non è mai stato facile, tanti non ce la fanno a pagare il fitto e il mutuo, rischiando di finire in strada. Le banche si prendono le case di chi resta senza lavoro. A Torino ci sono 150.000 appartamenti vuoti.
Tra l’IMU, i fitti alle stelle, i mutui capestro la casa è sempre più un’emergenza sociale.

Il governo dice che non ci sono soldi. Mente. I soldi per le guerre, per le armi, per le grandi opere inutili li trovano sempre. Da anni aumenta la spesa bellica e si moltiplicano i tagli per ospedali, trasporti locali, scuole.
Non vogliono spendere per migliorare le nostre vite, perché preferiscono investire in telecamere e polizia. Hanno diminuito le corse, hanno aumentato il biglietto, ma sui tram hanno messo guardie e controllori.
Hanno fatto una riforma del lavoro che rende le nostre vite ancora più difficili e precarie. I padroni possono licenziare come e quando vogliono.
Si torna indietro e ci dicono che stiamo andando avanti.
Da anni il lavoro è diventato una roulette russa: i lavori precari, malpagati, pericolosi, in nero sono diventati la regola per tutti.
Chi si fa ricco con il lavoro altrui non guarda in faccia nessuno. Chi governa dice che sfruttati e sfruttatori stanno sulla stessa barca e elargisce continui regali ai padroni.
Sperano di cavarsela soffiando sul fuoco della guerra tra poveri, tra italiani ed immigrati, ma è chiaro a tutti che per i padroni quello che conta è il colore dei soldi, non quello della pelle. O si lotta e si resiste insieme o insieme si perde.

Monti mirava alla fine delle lotta di classe, con la resa senza condizioni dei lavoratori. Cgil; Cisl e Uil lo hanno accontentato. I lavoratori, strangolati dalla crisi, dall’aumento di tariffe e dalla riduzione di salari e garanzie saranno disponibili a fare altrettanto? Il governo Monti lo hanno sostenuto da destra e da sinistra. Chi dice di essere diverso, come l’accozzaglia di Ingroia, quando era al governo ha votato tagli, spese di guerra e opere inutili come tutti gli altri. Il “grillo” padre/padrone del populismo partecipativo, predica libertà e decide tutto lui, strizzando gli occhi, oggi ai No Tav, domani ai fascisti più volgari e razzisti.

C’è chi non ci sta, chi si ribella ad un destino già scritto, chi vuole riprendersi il futuro.

Sono i No Tav, che da Torino alla Valsusa, resistono all’occupazione militare, allo sperpero di risorse pubbliche, alla devastazione dell’ambiente. Sono i ragazzi tunisini che saltano le frontiere, sono i prigionieri dei CIE che sfondano le porte e scavalcano i muri. Sono quelli che resistono agli sfratti, creano reti solidali, occupano le case vuote. Sono gli studenti che scendono in piazza perché hanno imparato a loro spese che nulla è garantito se non dalla lotta. Sono i lavoratori che stanchi di piegare la testa vogliono riprendersi un po’ della loro vita.

Cambiare la rotta è possibile. Con l’azione diretta, costruendo spazi politici non statali, moltiplicando le esperienze di autogestione, abbandonando l’illusione elettorale, perché destra e sinistra in questi anni si sono divise su tutto ma non su quello che conta. Hanno attuato lo stesso programma: farci pagare la crisi dei padroni finanziando le imprese e tagliando i servizi.
Resistere e lottare si può.

Facciamola finita con chi ci dice di abbassare sempre la testa, di tirare a campare, di rassegnarci. Insieme possiamo lottare contro chi ci sfrutta, ci controlla, ci reprime.
Aumenta il biglietto e diminuiscono le corse dei bus? Saliamo senza pagare. Non ce la facciamo a  dare il fitto al padrone, a versare la rata del mutuo? Resistiamo agli sgomberi, prendiamoci una casa vuota! Aumentano la luce, il gas, l’acqua, i rifiuti? Non paghiamo più, organizziamo insieme la risposta a chi stacca le utenze.

Ogni giovedì dalle 21 ci trovi in corso Palermo 46



Roviniamo la vetrina dei padroni del mondo! No al G7! Un mondo senza sfruttati né sfruttatori, senza servi né padroni, un mondo di liberi ed eguali è possibile. Tocca a noi costruirlo. Ecco gli appuntamenti per gli spezzoni rossoneri: Venerdì 29 settembre ore 17,30 Corteo dei lavoratori e delle lavoratrici contro il G7 Partenza da Corso G. Cesare n. 11, vicino a Porta Palazzo (ex stazione Torino-Ceres) assemblea finale ai giardinetti tra corso Giulio e via Montanaro Sabato 30 settembre ore 14 Corteo contro il G7 Ritrovo quartiere Vallette in direzione Reggia di Venaria per approfondimenti leggi quest'articolo per info: fai_to@inrete.it