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07/08 dicembre. Domenica 7 fiaccolata No Tav a Susa, lunedì 8 giornata al cantiere

scarponi-660x330Domenica 7 dicembre ore 20,30 fiaccolata a Susa. Appuntamento davanti all’ospedale

Lunedì 8 dicembre ore 14 presidio a Chiomonte – cancelli della centrale – e per chi ha le gambe buone al cantiere in Clarea.

Nella memoria della gente che si batte contro il Tav il dicembre del 2005 è una pietra miliare. Tra novembre e dicembre si consumò un’epopea di lotta entrata nei cuori di tanti. Un movimento popolare decise di resistere all’imposizione violenta di un’opera inutile e devastante e, nonostante avesse quasi tutti contro, riuscì ad assediare le truppe di occupazione, costruendo la Libera Repubblica di Venaus. Dopo lo sgombero violento il movimento per qualche giorno assunse un chiaro carattere insurrezionale: l’intera Val Susa si fece barricata contro l’invasore. L’otto dicembre era festa. La manifestazione, dopo una breve scaramuccia al bivio dove la polizia attendeva i manifestanti, si trasformò in una marcia che dopo aver salito la montagna, scese verso la zona occupata mentre lieve cadeva la neve. I sentieri in discesa erano fradici di acqua e fango ma nessuno si fermò. Le reti caddero e le truppe vennero richiamate.
Nel 2011 – dopo la dura parentesi dell’inverno delle trivelle – sono tornati, molto più agguerriti che nel 2005.
Lo Stato non può permettersi di perdere due volte nello stesso posto.
L’apparato repressivo fatto di gas, recinzioni da lager, manganelli e torture si è dispiegato in tutta la sua forza. La magistratura è entrata in campo a gamba tesa. Non si contano i processi che coinvolgono migliaia di attivisti No Tav.
Governo e magistratura non hanno fatto i conti con la resistenza dei No Tav. Non hanno fatto i conti con un movimento che si è stretto nella solidarietà a tutti, primi tra tutti quelli che rischiano di più, i quattro attivisti accusati di attentato con finalità di terrorismo per un sabotaggio in Clarea.
Per loro i PM Padalino e Rinaudo hanno chiesto nove anni e mezzo di reclusione.
Mercoledì 26 novembre un’assemblea popolare ha deciso che questo sarà un dicembre di lotta. Dopo la buona riuscita della manifestazione del 22 novembre a Torino, il movimento punta all’anniversario della ribellione del 2005 per una due giorni di lotta popolare.
Il 7 dicembre ci sarà una fiaccolata solidale per le vie di Susa, il giorno successivo, dopo le celebrazioni del giuramento partigiano della Garda dell’8 dicembre 1943, l’appuntamento è a Giaglione e Chiomonte per una giornata alle reti del cantiere.

E per il giorno della sentenza? Sarà quasi sicuramente pronunciata il 17 dicembre.
L’appuntamento è alle 17,30/18 in piazza del mercato a Bussoleno.

Se le notizie dal tribunale saranno buone sarà un giorno di festa. In caso contrario la risposta del movimento No Tav sarà forte e chiara.

In questi giorni forte è stata l’indignazione per la sentenza che ha cancellato la dignità di migliaia di lavoratori e cittadini di Casale Monferrato, torturati a morte e uccisi dai padroni della Eternit. La giustizia dei tribunali, ancora una volta ha mostrato il suo volto di classe, assolvendo chi si è fatto ricco sulla vita dei più.
Qui nessuno è disposto a morire senza resistere, nessuno spera nella giustizia dei tribunali. I No Tav lo hanno imparato negli anni: la libertà non si mendica, bisogna conquistarla.

Sull’assemblea ascolta la diretta realizzata da radio Onda D’Urto con Maria, un’attivista No Tav.

Non bastano i processi, le condanne o i trattati.
Fermarci è impossibile!



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