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Femministe e partigiane

Sabato 10 marzo. In piazza Castello le femministe della Casa delle donne, legate a filo doppio all’amministrazione di centro sinistra della città, disertano l’appuntamento. Le donne No Tav con il loro striscione “partigiane della Val Susa” sono la maggioranza delle circa 400 persone che lentamente percorrono via Roma per raggiungere la Stazione di Porta Nuova blindata dalla polizia.
Niente mimose ma grandi mazzi di prezzemolo, per evocare il passato che sta tornando, con lo spettro reale degli aborti clandestini. In Piemonte presto nei consultori ci saranno i volontari del movimento per la vita, mentre Cota promette soldi a chi non abortisce.
Le donne No Tav, ricordando le sentenze che definiscono “lieve” lo stupro di gruppo, scandiscono lo slogan “la violenza sulle donne cosa vuoi che sia, in Val Susa la fa la polizia”.

Prendendo spunto da questa giornata di lotta abbiamo fatto una chiacchierata con Martina Guerrini, femminista libertaria livornese, autrice di una ricerca sulle stereotipie di genere.§

Scarica l’audio dell’intervista



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