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L’Onu e la guerra civile in Siria

”La macchina della morte continua il suo lavoro” ed il livello delle uccisioni ha raggiunto un punto tale da far dichiarare all’Onu che ”i morti non sono più numerabili” sono le parole pronunciate dal premier del Qatar Hamad al Thani, che presiede la commissione della Lega Araba incaricata del dossier siriano, in apertura della riunione del Consiglio di Sicurezza sulla crisi siriana. Una riunione a cui hanno partecipato di persona anche il segretario di Stato Usa Hillary Clinton e i ministri degli esteri di Francia e Gran Bretagna, Alain Juppe’ e William Hague.
Le possibilità di un accordo in sede ONU appaiono assai esili, vista l’opposizione della Russia. D’altra parte la possibilità di un attacco diretto pare remota. Con ogni probabilità gli Stati Uniti sosterranno l’opposizione al governo alauita degli Hassad, senza un intervento militare.
D’altro canto la Siria rappresenta da ormai quasi quarant’anni il nemico che garantisce la stabilità nell’area: un ulteriore rafforzamento delle forze islamiche moderate nell’area, darebbe enorme fiato alla prospettiva neottomana della Turchia. Una partita difficile in un grande scacchiere in rapida evoluzione.

Ne abbiamo parlato con Stefano Capello
Ascolta l’intervista



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