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Barricate e vernice rosa al Rog di Lubiana

rog2Lunedì 6 giugno c’è stato il primo tentativo di sgombero di Rog, centro sociale a Lubiana occupato da 10 anni. Rog è molto vicino al più noto Metelkova.
In mattinata occupanti e solidali hanno respinto la ruspa che provava a demolire di una delle palazzine del complesso. La ruspa è stata circondata e non è riuscita più a muoversi: ora è al centro del cortile dipinta di rosa. Se la demolizione, anche parziale, riuscisse, sarebbe il via ufficiale ai lavori per un nuovo edificio che porterebbe pian piano allo sgombero dell’intero centro sociale che ospita tantissime realtà: gallerie d’arte, rampe da skate, collettivi di solidarietà ai rifugiati…
Gli attivisti e solidali – in prima fila i compagni e compagne del gruppo anarchico di Lubiana – sorvegliano le barricate giorno e notte perché
è probabile un nuovo tentativo di entrare entro il 14 giugno, data ultima per l’inizio dei lavori.
Se non venisse rispettata quella scadenza
la ditta che ha avuto in appalto i lavori perderebbe la commessa e il comune di Lubiana dovrebbe far ripartire tutto l’iter burocratico.
Dopo la resistenza di lunedì la ditta incaricata dei lavori e il sindaco sindaco l’8 giugno si sono rivolti al tribunale per richiedere l’intervento della polizia per permettergli di entrare al Rog e iniziare le demolizioni. Ci si aspetta un nuovo attacco, questa volta più deciso.
I media stanno dando grande attenzione alla resistenza del Rog. In un video sulla resistenza alla lotta si vede la security privata della ditta atterrare violentemente un ragazzo.

rogIl Rog ha lanciato un appello ad andare a Lubiana per sostenere la lotta.
Alcuni compagni e compagne hanno risposto da Trieste.
Di seguito la breve testimonianza di uno di loro: “
Un’altra città, una di quelle dove non capisci un acca di che cazzo dicono ma in cui ti senti sempre a casa. Un posto occupato sotto sgombero. Un assemblea in tarda sera coi compagni e compagne con solo la luce di una candela e senza cellulari. Si parla di barricate e resistenza. E poi un paio di giri di perlustrazione e verso le 3 a nanna dentro il sacco a pelo, accanto il casco e il fazzolettone perché stanotte non dovrebbe succedere nulla ma non si sa mai.
Sveglia presto per tornare a casa e a lavoro. Dentro una gran voglia di tornare e una sensazione di vita che solo chi è militante può capire. Rog resiste!”

Qui stralci dell’appello del Rog
Rog, sotto attacco da più di 10 anni contro la gentrificazione e il capitalismo
Artisti, attivisti, filosofi, membri di gruppi e collettivi, siamo riuniti insieme nella fabbrica abbandonata da più di 10 anni.
Il nostro lavoro è basato sull’autonomia, la solidarietà e il mutuo aiuto.
Il Comune di Ljubljana ha deciso di ignorare le iniziative che si svolgono alla fabbrica e di farla finita con la ricchezza di attività il cui obbiettivo è di impedire la gentrificazione del centro città, che verrebbe “riqualificato” per turisti e artisti “riconosciuti”.
Venite di persona proteggiamo insieme il rog!”
La solidarietà è un arma!”

Sulla giornata di lotta di lunedì ascolta la diretta dell’info di Blackout

Posted in anarchia, autogestione, Inform/Azioni, internazionale.

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