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Confindustria e sindacati di Stato: la santa alleanza contro i lavoratori

l43-bonanni-camusso-angeletti-111028140338_bigIl 30 aprile CGIL, CISL e UIL hanno stretto un accordo per la ridefinizione delle regole sulla rappresentanza sindacale.
Di fatto, chi non firma i contratti, resterebbe fuori.
La trattativa con Confindustria è ancora in corso, improbabile tuttavia che dal confronto con la maggiore organizzazione padronale possa scaturire un accordo che lasci qualche libertà ai lavoratori.
In sostanza i sindacati che concorreranno alle elezioni per le RSU – Rappresentanze sindacali unitarie aziendali – dovranno accettare preventivamente di non poter dichiarare sciopero su accordi firmati da almeno il 51% dei rappresentanti aziendali. In altri termini chi vuole partecipare alle elezioni dovrebbe impegnare a non scioperare e quindi ad accettare acriticamente ciò che viene deciso da Cgil, Cisl, Uil e Ugl.
Siamo di fronte ad un ulteriore attacco al diritto di sciopero, che, anche se qualcuno lo dimentica, non è delegato alle organizzazioni sindacali, ma secondo la costituzione è diritto individuale di ciascun lavoratore.
Va da se che quando l’autorganizzazione dei lavoratori è forte, non c’è accordo che tenga, tuttavia quando i sindacati di base, autogestionari sono in minoranza, la loro possibilità di accesso alle trattative, già oggi assai limitata verrebbe sostanzialmente azzerata.
Anarres ne ha discusso con Cosimo della CUB.
Ne è scaturita una discussione a tutto campo sulla lotta di classe nel nostro paese anche alla luce della recente vertenza al San Raffaele di Milano.

Ascolta la chiacchierata

Posted in autogestione, Inform/Azioni, lavoro.