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Nove anni e mezzo. Quella notte c’eravamo tutti!

2014 11 14 chiomonte (14)Venerdì 14 dicembre. È il giorno della requisitoria di Andrea Padalino e Antonio Rinaudo, i due PM che rappresentano la pubblica accusa nel processo contro quattro No Tav per il sabotaggio del 14 maggio del 2013 in Clarea.
Il gesto, rivendicato in aula dai quattro No Tav lo scorso 24 settembre, è stato fatto proprio dall’intero movimento.
Padalino e Rinaudo hanno ribadito l’impianto accusatorio sul quale hanno costruito il processo per attentato con finalità di terrorismo. La finalità di terrorismo, così come definita dall’articolo 270 sexies, si 2014 11 14 chiomonte (9)sostanzia nel danno all’immagine dell’Italia, tenuta in scacco da un gruppo di No Tav, che hanno attuato un’azione di sabotaggio, danneggiando un compressore.
Se bastasse bruciare un compressore o qualsiasi altro attrezzo di lavoro per obbligare lo Stato a fare marcia indietro, saremmo sull’orlo della rivoluzione.
La requisitoria dei due PM si è dipanata intorno a quest’asse, descrivendo una sorta di organizzazione paramilitare e insistendo sulla potenziale pericolosità dell’attacco al cantiere, nel quale sarebbero state impiegate armi da guerra.

2014 11 14 chiomonte (10)La risposta dei No Tav non si è fatta attendere.

Sin dal tardo pomeriggio il popolo No Tav si è ritrovato ai cancelli prima della centrale Iren di Chiomonte, tra jersey e filo spinato circondati da reti alte e potenti per chiudere la strada che porta all’ormai ex museo archeologico della Maddalena.
Una lunga, lunghissima battitura, ritmata tra slogan e canti è stata il segno inequivocabile di una condivisione di percorsi, ribadita ogni giorno sin dal 9 dicembre dello scorso anno. Era il giorno degli arresti di Chiara, Claudio, Mattia e Nicolò, sottratti alle loro vite e messi in gabbie dalle maglie molto strette, spesso in 2014 11 14 chiomonte (15)isolamento, sempre in regime di alta sorveglianza. Sono considerati pericolosi. Secondo i PM torinesi lo dimostra il loro essere anarchici. Un atto di accusa che non può che essere motivo d’orgoglio per qualunque anarchico.
Ma, con buona pace della Procura di Torino, il pericolo è altrove. Il pericolo sono le migliaia di persone che continuano a percorrere i sentieri della lotta No Tav.
Piove a dirotto ma siamo comunque tanti. Qualcuno si avvicina alla piccionaia dall’alto e subito mettono aprono l’idrante: la pompa è difettosa e bagna meno 2014 11 14 chiomonte (18)della pioggia.
Si condivide il cibo e si cuociono le castagne su un fuoco di legna ma il fuoco più forte arde nei nostri cuori. Che il loro calore possa raggiungere Chiara, Claudio, Mattia e Nicolò bucando i muri delle loro prigioni.

Il prossimo appuntamento è sabato 22 novembre per un corteo No Tav a Torino. Ore 15 da piazza Castello

Sabato 15 novembre. Anonymus ha dato la propria zampata. Il sito della Procura di Torino è Tango Down!

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